9 Novembre 2009 - Vent’anni dalla caduta del Muro
Scritto da Gianluca Boari il 31 ottobre 2009 – 03:38 -
La legge 15 aprile 2005, n. 61 istituisce la celebrazione del 9 novembre.
1. “La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre Giorno della Libertà, quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.
2. In occasione del Giorno della Libertà, di cui al comma 1, vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.”
In occasione del Ventennale della Caduta del Muro di Berlino il Consiglio di Zona 3 su mia proposta propone una serata dedicata all’approfondimento di un episodio della storia europea del Novecento, ancora poco conosciuto: la strage di Katyn.
La foresta di Katyn si trova in Russia, poco a ovest della città di Smolensk e poco a est del confine con la Bielorussia. La città fu polacca fino al 1939, cioè quanto Germania e URSS di comune accordo si spartirono la Polonia. Nel 1940 i comunisti sovietici compirono un efferato genocidio uccidendo con un colpo alla nuca 22 mila ufficiali polacchi con la volontà di annientare la classe dirigente della nazione da assoggettare.
Lunedì 9 novembre alle ore 20.30 presso il Cine-Teatro San Giuseppe di via Redi 21 si terrà una proiezione gratuita di “Katyn”. Il film ha avuto molte difficoltà ad essere diffuso in USA e in Russia. Persino in Italia sono state poche le sale cinematografiche che hanno proiettato la pellicola.
Secondo il grande regista e autore della pellicola Andrzej Wajda, figlio di Jacob Wajda uno degli ufficiali polacchi trucidati, l’Occidente fino alla Caduta del Muro di Berlino “non aveva interesse a irritare Mosca, non era interessato a smascherare il crimine di Katyn per non alterare gli equilibri internazionali.”
Il Popolo della Polonia durante i cinquantanni di governo comunista filosovietico fu indotto, spesso anche con la forza, a dimenticare quanto accaduto. Il film racconta, oltre la strage in se stessa, il dramma di migliaia di famiglie che si videro uccidere i propri cari due volte. Prima dalla armi poi dalla menzogna di regime.
La proiezione del film sarà preceduta da una breve introduzione storica a cura del Console Generale della Rupubblica di i Polonia a Milano Krzysztof Strzalka.
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