La Polonia vieta i simboli del comunismo

Scritto da Gianluca Boari il 5 dicembre 2009 – 02:10 -

nocomunismo2La Polonia decide di mettere al bando i simboli del comunismo. Il presidente Lech Kaczynski ha infatti ratificato un’ampia riforma del codice penale che prevede anche la sanzione dlla “glorificazione del comunismo”. Chi verrà trovato a produrre o ad esporre simboli legati al vecchio regime rischia fino a due anni di carcere. In base alla nuova legge viene proibita la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi.
«I simboli del comunismo dovevano essere vietati così come lo sono stati fino ad oggi quelli inneggianti al nazismo. Non vedo tra questi sistemi nessuna differenza. Il comunismo ha provocato la morte di milioni di persone», ha commentato alla stampa polacca l’ex-premier Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del Presidente della Repubblica.

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D’Alema o la Ashtson? Meglio Blair

Scritto da Gianluca Boari il 21 novembre 2009 – 03:05 -

Molti in Italia sembrano dolersi della mancata nomina di Massimo D’Alema a ministro dell’Unione europea, facendone una questione di orgoglio nazionale. Al contrario, pur non apprezzando particolarmente la figura politica dell’inglese Ashtson, non sono affatto dispiaciuto.
Condivido infatti quanto affermato da Fiamma Nirenstein su “l’Occidentale“: “D’Alema, come lo sono stata io, è un ex comunista. Ma, al contrario di me, ha conservato una certa ispirazione terzomondista e antimperialista, una deriva che lo ha portato a non comprendere i grandi veri scontri che sono oggi in atto nel mondo, in primis il pericolo dell’integralismo islamico. Questa sua visione lo allontana dalla difesa dei valori essenziali ai quali è ispirata l’Europa: la libertà, la democrazia e la sicurezza dell’Occidente.” .
Come infatti non ricordare ad esempio la famosa passeggiata di Baffino a Beirut a braccetto con un esponente di Hezbollah e le parole di leggittimazione espresse nei confronti di Hamas.

Il fatto che il ministro europeo sia italiano, inglese o altro sinceramente non mi interessa. Preferisco giudicare in base alla storia personale e alle idee che rappresenta. Per questo motivo mi rammarico che non sia stato scelto Tony Blair, artefice del nuovo laburismo inglese e politico coraggioso con le sue scelte in politica estera, in particolare per quanto riguarda la lotta al terrorismo islamico.
Forse una figura come Blair strideva troppo con un’Europa che si preoccupa di più di definire il calibro dei piselli piuttosto che di imporsi come superpotenza e baluardo della Libertà assieme agli USA.

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