Deportato I 57633 voglia di non morire – come una partita di calcio ti salva la vita…

Scritto da Gianluca Boari il 17 gennaio 2010 – 13:23 -

Locandina Giornata della Memoria 2010Il 29 gennaio alle ore 21.00 presso la Sala del Consiglio di Zona 3 di via Sansovino 9 il Consiglio di Zona 3 celebrerà la Giornata della Memoria 2010.

Grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale Storia Viva, che ha realizzato un documentario frutto di una precisa ricostruzione storica, e al libro di Manuela Valletti sarà narrata la storia di Ferdinando Valletti che all’età di 23 anni fu deportato nei campi di sterminio di Mauthausen e poi di Gusen per aver partecipato allo sciopero all’Alfa Romeo di Milano del 1° marzo 1944. Venduto ai Fascisti prima e ai Nazisti poi dalle stesse persone che lo avevano coinvolto nella protesta, trascorse 18 mesi di prigionia salvandosi miracolosamente grazie al suo passato di calciatore del Milan. Accadde infatti che un giorno le SS organizzassero una partita di calcio tra di loro e che mancasse un giocatore. Fu scelto Ferdinando Valletti che ebbe modo di divenire la riserva delle squadre naziste in occasione delle varie partitelle. Ciò salvò la vita a lui e a molti suoi compagni in quanto, “promosso” al lavoro nelle cucine, fu in grado di sopravvivere e di portare del cibo anche ai compagni nascondendolo negli zoccoli. Una storia positiva, di forza d’animo e solidarietà che attraverso il richiamo all’elemento calcistico può alimentare la curiosità nei confronti della Giornata della Memoria nelle giovani generazioni. Così come egli stesso fece per anni, pensionato a partire dal 1980, andando nelle scuole a raccontare la sua esperienza. Ferdinando Valletti dopo la guerra tornò a lavorare all’Alfa Romeo e fece carriera. Ricevette anche importanti riconoscimenti venendo nominato nel 1975 “Maestro del Lavoro” dal Presidente della Repubblica, l’anno successivo ricevette l’Ambrogino d’Oro dal Sindaco Aniasi. Scomparso il 23 luglio 2007 ha lasciato nei suoi cari e in chi ha avuto occasione di conoscerlo un’impronta indelebile.

All’iniziativa sarà presente il Capogruppo del PdL a Palazzo Marino Giulio Gallera.

Parteciperà inoltre lo Storico Ufficiale di AC Milan Luigi La Rocca.
Un ringraziamento infine al Club AC Milan per aver pubblicizzato l’iniziativa sul proprio sito.

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9 Novembre 2009 – Vent’anni dalla caduta del Muro

Scritto da Gianluca Boari il 31 ottobre 2009 – 03:38 -

 Katyn - locandinaLa legge 15 aprile 2005, n. 61 istituisce la celebrazione del 9 novembre.
1.    “La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre Giorno della Libertà, quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.
2.    In occasione del Giorno della Libertà, di cui al comma 1, vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.”

In occasione del Ventennale della Caduta del Muro di Berlino il Consiglio di Zona 3 su mia proposta propone una serata dedicata all’approfondimento di un episodio della storia europea del Novecento, ancora poco conosciuto: la strage di Katyn.
La foresta di Katyn si trova in Russia, poco a ovest della città di Smolensk e poco a est del confine con la Bielorussia. La città fu polacca fino al 1939, cioè quanto Germania e URSS di comune accordo si spartirono la Polonia. Nel 1940 i comunisti sovietici compirono un efferato genocidio uccidendo con un colpo alla nuca 22 mila ufficiali polacchi con la volontà di annientare la classe dirigente della nazione da assoggettare.  

Lunedì 9 novembre alle ore 20.30 presso il Cine-Teatro San Giuseppe di via Redi 21 si terrà una proiezione gratuita di “Katyn”. Il film ha avuto molte difficoltà ad essere diffuso in USA e in Russia. Persino in Italia sono state poche le sale cinematografiche che hanno proiettato la pellicola.

Secondo il grande regista e autore della pellicola Andrzej Wajda, figlio di Jacob Wajda uno degli ufficiali polacchi trucidati, l’Occidente fino alla Caduta del Muro di Berlino “non aveva interesse a irritare Mosca, non era interessato a smascherare il crimine di Katyn per non alterare gli equilibri internazionali.”

Il Popolo della Polonia durante i cinquantanni di governo comunista filosovietico fu indotto, spesso anche con la forza, a dimenticare quanto accaduto. Il film racconta, oltre la strage in se stessa, il dramma di migliaia di famiglie che si videro uccidere i propri cari due volte. Prima dalla armi poi dalla menzogna di regime.

La proiezione del film sarà preceduta da una breve introduzione storica a cura del Console Generale della Rupubblica di i Polonia a Milano Krzysztof Strzalka.

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